Percezioni visive
Mi capita molto spesso nella mia quotidianità di soffermarmi su particolari che catturano la mia attenzione per diversi motivi, fisici (forma, colore, dimensioni ) concettuali ( il messaggio che portano, il loro significato…), e spesso capita che quel particolare che ha catturato la mia attenzione diventi l’elemento da cui nasce un mio progetto, pittorico o no.
Guardare e vedere, sono due verbi apparentemente uguali ma che in realtà indicano due azioni ben diverse. L’ azione del guardare non è un’ azione conclusiva, spesso ci capita di cercare qualcosa di guardare dappertutto e non trovarlo. Vedere invece indica una vera e propria presa di coscienza dell’ oggetto che è posto davanti ai nostri occhi. Prendere coscienza dell’ oggetto significa analizzarlo, conoscerlo metterlo a nudo e nella nostra mente generare un processo di selezione. E’ chiaro quindi che nella scelta sul comprare o meno un oggetto siamo portati a mettere a fuoco e a svelare la sua vera essenza.
Alcuni materiali naturali come il legno ben si prestano al “ gioco dell’ osservazione ”, le sue fibre e i suoi nodi creano veri e propri disegni sulla superficie, e questi catturano la nostra attenzione, il nostro sguardo. Proprio per questo motivo, nella realizzazione di un mobile , il legno è uno dei materiali che amo di più utilizzare, e oltre ad esaltare le sue caratteristiche intrinseche, mi piace pensare di far diventare una mia scelta progettuale un pezzetto della sua storia, del suo vissuto, mettendo così ben in evidenza “ l’ innesto ” dell’ uomo attraverso lavorazioni artigianali di dettaglio come le giunzione e gli incastri, la scelta dell’essenza, e la scelta della finitura. Ecco che il mobile così acquista una forte identità, racconta una sua storia, racconta un suo passaggio – evoluzione da elemento naturale a elemento di arredo unico.
Allo stesso modo questo avviene quando dipingo un quadro , un elemento, un momento, cattura la mia attenzione per svariati motivi generando nella mia mente un’immagine, una scena da rappresentare, chiaramente in un quadro , a differenza di quanto avviene nella progettazione di un qualsiasi altro elemento, diventa particolarmente prelevante l’aspetto emozionale e istintivo. Trasporre un pensiero in immagine e gesto pittorico.
Il quadro e l’oggetto possono quindi catturare o meno il nostro sguardo generando in chi li osserva una loro presa di coscienza e svelare cosi la loro essenza.