Pietra lavica
Essendo siciliana, uno dei materiali che ho avuto modo di poter apprezzare, per le sue svariate caratteristiche e che amo molto utilizzare nei miei progetti è la pietra lavica.
Un materiale eccezionale com’è eccezionale la sua nascita, ovvero da un’eruzione vulcanica il magma incandescente si raffredda e diviene basalto, la velocità di raffreddamento determina la formazione di porosità e di piccoli elementi all’interno della lava che costituiscono quindi le varie differenze tra le rocce provenienti da diverse località. Queste diverse caratteristiche si rendono anche visibili cromaticamente, assumendo così la pietra basaltica una colorazione più chiara o più scura derivante dalla presenza di più o meno cristallizzazioni.
La pietra lavica è stata utilizzata fin dall’epoca romana per la costruzione di strade ed edifici. Se penso al territorio siciliano, sicuramente il territorio etneo ha largamente utilizzato questo materiale, basti pensare alla ricostruzione di Catania dopo il terremoto del 1693, dove l’utilizzo di questa roccia lavica ne trasforma completamente l’aspetto urbano, utilizzata sia come rivestimenti nelle facciate barocche, ma anche come elemento prettamente decorativo e di prestigio, esempio ne è , infatti, “La Fontana dell’ Elefante”, opera monumentale realizzata dall’architetto Giovanni Battista Vaccarini , dove suo elemento principale è costituito da una statua in basalto nero raffigurante un elefante, simbolo della città di Catania.
La pietra lavica, è un materiale molto interessante perché particolarmente resistente, grazie alla sua composizione chimica di cui fanno parte diversi silicati.
Anticamente erano i “pirriaturi” ad estrarre gli strati superficiali di lava, perché più lavorabili, oggi grazie ai mezzi a disposizione è possibile estrarre più in profondità la pietra e raggiungere cosi le parti più compatte, dure e di colore chiaro.
Tra i tanti pregi che le si possono attribuire è sicuramente la capacità di trattenere il calore che lo rende prezioso per la realizzazione d’interni.
E’ un materiale che si presta a diversi usi, molto impiegato nel rivestimento di superfici verticali e orizzontali, in versione naturale risulta sobrio elegante e facilmente adattabile a diversi stili dal contemporaneo, al moderno al classico . Una versione però a me particolarmente vicina è quella della pietra lavica smaltata, ovvero la lastra lavica una volta tagliata nella dimensione e forma voluta viene cosparsa di ceramica in polvere e decorata, finita la decorazione viene infornata, a circa 1000 gradi, ottenendo così una fusione tra la pietra e lo smalto ceramico, quello che si genera è un prodotto che da un punto di vista estetico risulta di grande impatto visivo, perché la pietra da nera può assumere i colori più disparati, mentre dal punto di vista fisico diventa un prodotto resistente agli urti, antiusura, antimacchia, e particolarmente adatto anche agli esterni.
Infine a mio avviso oltre tutte le sue caratteristiche, il suo vero fascino sta nella sua origine , ovvero la lava nata da un’eruzione vulcanica , che distrugge tutto ciò che attraversa e che diventa materia per la costruzione del nuovo.